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Legambiente per la sostenibilità energetica

   Contro l'uso dei combustibili fossili e il nucleare e a favore delle energie rinnovabili, il risparmio energetico e il riciclo dei rifiuti, che a tale risparmio può contribuire, le associazioni ambientaliste  si battono a livello mondiale, non solo per la salvaguardia dell'ambiente, ma anche con proposte concrete a favore dello sviluppo sostenibile del territorio. Tutto ciò negli anni ha contribuito alla nascita di una coscienza ecologica che ha prodotto dei risultati, purtroppo è mancata la condizione necessaria per uno sviluppo sostenibile, ovvero  un parallelo cambiamento del sistema economico tutt'oggi basato su una crescita illimitata dei consumi, piuttosto che su un razionale uso delle risorse del Pianeta e una loro equa distribuzione fra i popoli e all'interno di ogni Paese.  

    Il Circolo Legambiente Messina porta avanti il proprio impegno con azioni locali per una presa di coscienza di queste problematiche che vanno affrontate nella loro complessità, a cominciare dal  territorio e dalla sua economia, anche con interventi presso le amministrazioni locali e le politiche economiche nazionali, attraverso gli ordini istituzionali dell'Associazione: locali, regionali e nazionali.  
    La pagina dedicata alla scuola rappresenta alcuni criteri con cui il nostro Circolo affronta il difficile rapporto fra l'ecosistema e le attività umane e la necessità di una loro armonizzazione. Tali obiettivi si possono raggiungere soltanto con una nuova cultura da diffondere nella società a partire dalla  scuola basata sull'Educazione Ambientale, che comunque non conosce età. I valori necessari li possiamo individuare nella conoscenza degli straordinari meccanismi della natura, che sono universali e quindi riconoscibili da tutti gli uomini: la nuova cultura infatti non è un'invenzione di Legambiente, essa nasce spontaneamente da questo esercizio, chiunque voglia praticarlo.
    Abbiamo pertanto individuato un sistema di relazioni fra cultura, ambiente, economia, energia, rifiuti e tempo, e nell'imitazione dei cicli naturali lo sviluppo corretto delle attività umane come un nuovo patto di pace fra l'uomo e la natura, tenendo presente che in caso contrario sarà l'uomo a soccombere, infatti senza “l'homo tecnocraticus” (*) la natura riuscirebbe con il tempo a risanare le ferite inferte da esso  e a riprendere i propri ritmi.  
    Procedere per cicli chiusi  significa ribaltare radicati concetti economici basati sullo sfruttamento a termine delle risorse naturali. Attività a misura d'uomo sono quelle che non lasciano rifiuti, cattedrali nel deserto e debiti a quello di domani.  Come i cicli naturali si realizzano grazie all'energia solare, cosi anche tutte le attività umane, da quelle della nostra mente fino al più semplice apparato tecnologico, sono possibili grazie all'energia nelle sue varie forme fisiche o chimiche: alimentare, meccanica, termica, elettrica, etc.
    In un primo approccio con la complessità dunque l'energia  si relaziona con la cultura e poi via via con gli altri fattori della sostenibilità. E subito scopriamo che in economia vi sono due distinte culture, una della produzione ed una del consumo, spesso in conflitto, ma sempre uniti da una cultura di spreco, che con la tecnologia attuale è possibile trasformare in una cultura virtuosa di  produzione e di risparmio semplicemente con l'obiettivo dei Km Zero, ovvero dell'Isola Elettrica Sociale (V. "Il Sistema Elettrico Intelligente è quello a Km Zero...")   a livello comunale, prima che in un sistema informatizzato, oggi noto come "rete intelligente".
   L'isola elettrica implica un sostanziale cambiamento nella produzione e nei consumi, ben oltre i  risparmi di cui al dodecalogo nella pagina precedente. Perché stiamo entrando nel più vasto contesto della  valorizzazione delle risorse del Territorio.......
 

           Nota. La tecnocrazia , ossia il governo dei tecnici,  è un termine controverso quanto alla bontà o meno della sua azione. Certamente negativa quando tende a confiscare l'esercizio della sovranità popolare, attivando tecnologie o politiche atte a favorire interessi privati o di lobby,  in contrasto con quelli della comunità, chiamata solo a pagarne i costi.  La crisi mondiale economica e ambientale è indubbiamente di carattere tecnocratico.  La tecnologia invece è lo studio della tecnica e delle sue applicazioni, in modo estraneo ad ogni ideologia.  E' su questa linea che si muove il  nostro Circolo.